PIEDE PIATTO PEDIATRICO : Spieghiamo i “piedi piatti nei bambini”

Il piede piatto pediatrico è  un problema molto comune e molti genitori sono spesso molto preoccupati per la forma del piede dei loro bambini.
E’ necessario prima di tutto sottolineare che il bambino non è valutabile fino alle soglie del quarto anno di vita per specifiche ragioni anatomiche e biomeccaniche.
Altra semplice ma importantissima considerazione è che non esiste un piede morfologicamente normale, ma viene considerato normale quel piede che “funziona bene” indipendentemente dalla sua forma.
IL PIEDE NORMALE E’ QUELLO CHE NON FA MALE!
La grande difficoltà nella gestione di tale condizione è quella di capire per chi e quando è necessario un trattamento ortopedico.
La prima valutazione del piede dovrebbe essere eseguita durante il quarto anno di età.

– Piattismo fisiologico: nella grande maggioranza dei casi i bambini presentano un “piattismo fisiologico” (paramorfismo in gergo tecnico) che spontaneamente scompare con la crescita.
Piattismi lievi: esistono poi piattismi lievi, assolutamente asintomatici che non necessitano di alcun trattamento e che non daranno alcun problema nella vita adulta.

Alcuni bambini necessitano di un trattamento ortesico con plantari, spesso associato ad una rieducazione posturale che dev’essere eseguita da terapisti altamente specializzati. Per quei piccoli pazienti con deformità severe e sintomatiche che non hanno risposto al trattamento incruento è indicato il trattamento chirurgico.

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La correzione dei piedi piatti nei bambini

Le tecniche di correzione dipendono dal tipo di platismo e dall’età del bambino.
Nella grande maggioranza dei bambini tra gli 8 ed i 10anni è sufficiente l’impianto in una zona ben precisa del piede un piccolo dispositivo che guida e stimola il successivo accrescimento del piede in maniera corretta, un po’ come avviene con il”ferretto” per i denti. Tale tipo di operazione è molto semplice e si esegue con tecniche mini-invasive (incisione di 1 cm).
Con l’avanzare dell’età e l’approssimarsi dell’adolescenza il piede diventa diventa meno plastico. Lo scheletro del piede tende a strutturarsi con modificazioni adattative (il retropiede valgizza, ovvero tende a spostarsi verso l’esterno; l’avampiede supina ovvero ruota sul piano frontale) e conseguentemente le tecniche chirurgiche di correzione risultano più complesse.