FASCITE PLANTARE: I SINTOMI E I RIMEDI

I SINTOMI DI UNA FASCITE PLANTARE

Se i vostri primi passi della mattina dopo esservi alzati dal letto vi provocano dolore al tallone potreste avere una fascite plantare. Questa condizione è causata da una sofferenza dell’inserzione calcaneale di una fascia fibrosa che connette il calcagno alla base delle dita. La fascia plantare è estremamente importante per la morfologia e la dinamica del piede.
La sintomatologia è dolorosa e compare gradualmente ed in maniera progressiva.

Se non trattata in maniera adeguata può progressivamente modificare in senso peggiorativo la qualità della vita.

CHE COSA E’ LA FASCITE PLANTARE

Il suffisso “ite” definisce un processo infiammatorio acuto. In questo caso il termine viene usato impropriamente in quanto non si tratta di un processo infiammatorio. Si tratta infatti di un evento “degenerativo”. Per motivi ancora non ben conosciuti l’inserzione della fascia va incontro ad una sofferenza, presumibilmente su base ischemica. Le fibre collagene, che istologicamente compongono la fascia plantare, “muoiono”. Vengono sostituite da nuove fibre che però hanno dei problemi. Sono più sottili e fragili di quello che dovrebbero. Questo fa sì che non formino valide connessioni tra di loro e crescano in maniera disordinata. Quindi permanendo la condizione biologica sfavorevole, a loro volta degenerano ed il ciclo si ripete. Le fibre degenerate possono addirittura calcificare dando origine al cosiddetto “sperone calcaneale” che è una diretta conseguenza della fascite.

ONDE D’URTO E GINNASTICA: UN’ASSOCIAZIONE EFFICACE NEL TRATTAMENTO

Il trattamento consiste nell’utilizzo immediato di presidi ortopedici (coppe calcaneali e/o plantari) per alleviare il dolore (trattamento sintomatico), e di una terapia specifica della condizione clinica.
Esistono diversi protocolli terapeutici in base allo stadio della degenerazione della fascia plantare.
Particolarmente efficace è quello che si basa sull’associazione tra l’utilizzo di onde d’urto (radiali o focali, in base alla gravità della condizione patologica) e della ginnastica. La ginnastica in questo caso consiste in uno di stiramento eccentrico del complesso achilleo-calcaneo-plantare.
Le onde d’urto agiscono favorendo processi di neoangiogenesi locale che permettono l’arrivo e la concentrazione di fattori di crescita ematogeni che, a loro volta, promuovano la formazione di fibre collagene “sane”. La ginnastica di stiramento eccentrico ha la funzione di orientare correttamente secondo le linee di forza le nuove fibre.

E’ importante sottolineare che il processo di guarigione è sempre lento (3-6 mesi). Ma non bisogna scoraggiarsi !!!
Nei casi più resistenti è indicata l’associazione con infiltrazioni di fattori di crescita autologhi (PRP).

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