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Il piede cavo è una condizione in cui l’arco plantare è più alto del normale. A differenza del piede piatto, dove l’arco tende ad abbassarsi, nel piede cavo la volta plantare è accentuata e il carico del corpo si concentra soprattutto su tallone e avampiede.
Il piede cavo può essere poco sintomatico oppure causare dolore, instabilità, difficoltà nella scelta delle scarpe e sovraccarichi durante la camminata.
Il piede cavo è caratterizzato da un aumento dell’arco plantare. Questo significa che una parte della pianta del piede appoggia meno al suolo, mentre altre zone vengono sovraccaricate.
Il peso del corpo tende a distribuirsi in modo meno uniforme. Di conseguenza, alcune aree possono andare incontro a dolore, callosità o infiammazione.
Il piede cavo può essere presente fin dall’infanzia o comparire/progredire nel tempo. In alcuni casi è legato a una conformazione familiare, in altri può essere associato a squilibri muscolari, alterazioni neurologiche o problemi biomeccanici.

Non tutti i piedi cavi fanno male. Alcune persone convivono con questa conformazione senza particolari disturbi. Altre, invece, sviluppano sintomi anche importanti.
I segnali più frequenti sono:
Il dolore può peggiorare dopo molte ore in piedi, durante lo sport o camminando su superfici dure.

Uno dei problemi più comuni legati al piede cavo è il sovraccarico dell’avampiede.
Poiché l’arco è molto accentuato, il carico si concentra maggiormente sulle teste metatarsali, cioè sulla parte anteriore della pianta del piede. Questo può favorire dolore, infiammazione, callosità e sensazione di bruciore.
In alcuni casi il paziente riferisce di avere “un sasso sotto il piede” o una sensazione di pressione localizzata. Il disturbo può essere confuso con altre problematiche dell’avampiede, come metatarsalgia o neuroma di Morton.
Per questo è importante valutare l’appoggio del piede e non limitarsi a trattare solo il punto doloroso.
La diagnosi parte da una visita specialistica. Lo specialista osserva il piede in carico e fuori carico, valuta l’arco plantare, l’appoggio, la mobilità delle articolazioni, la stabilità della caviglia e l’eventuale presenza di deformità associate.
Può essere utile valutare:
In alcuni casi possono essere richiesti esami radiografici o altri accertamenti, soprattutto se si sospettano deformità strutturate, instabilità importante o cause neurologiche.
La chirurgia può essere valutata nei casi più complessi, soprattutto quando il piede cavo è rigido, doloroso, progressivo o associato a deformità importanti e instabilità.
L’obiettivo dell’intervento non è solo modificare la forma del piede, ma migliorare l’appoggio, ridurre il dolore e rendere la camminata più funzionale.
La scelta chirurgica dipende da molti fattori: età del paziente, grado della deformità, flessibilità del piede, presenza di dolore, instabilità, condizioni dei tendini e delle articolazioni.
Non tutti i piedi cavi richiedono un intervento. Per questo è fondamentale una valutazione specialistica personalizzata.
Una diagnosi precoce aiuta a individuare il trattamento più adatto e a prevenire il peggioramento dei sintomi.
Il Dott. Basile si occupa della diagnosi e del trattamento delle patologie del piede e della caviglia, compresi piede cavo, dolore all’avampiede, instabilità di caviglia e deformità associate.

In presenza di arco plantare alto, calli dolorosi, difficoltà nella camminata o distorsioni frequenti, una visita specialistica può aiutare a capire l’origine del problema e individuare il percorso terapeutico più corretto.
Prenota una visita con il Dott. Basile per valutare il piede cavo e scegliere il trattamento più adatto al tuo caso.
